Il mio approccio “niente buoni propositi per l’anno nuovo”

(read in English)

Anno nuovo, vita nuova? No, grazie! Questo è ciò che direi a chi mi chiede quali sono i miei buoni propositi per il nuovo anno. Gennaio è un mese pieno di tante belle parole, grandi promesse, propositi impeccabili e tante chiacchiere a tema “nuovo anno, vita nuova”. Non mi è mai piaciuto tutto questo parlare dei piani perfetti per il nuovo anno, giudicando sè stessi per quello che è successo in passato. Non sono una persona da buoni propositi ma devo ammettere che mi piace l’idea di UN NUOVO INIZIO, specialmente se questo include un po’ di motivazione extra (che non guasta mai) e se l’idea di passare all’azione ti fa stare bene e ti rende felice!

Pianificare una serie di buoni propositi per me significa avere un problema specifico in mente che vuoi risolvere (problema -> possibile soluzione -> piano d’azione) – ovviamente non sono qui per giudicarti se hai dei propositi per il nuovo anno e ti senti sicura riguardo la tua scelta, ma ti lascio comunque qualche consiglio:

  1. controlla che ci sia veramente questo problema da risolvere
  2. fatti qualche domanda per essere certa di ciò che vuoi fare/ottenere (è davvero importante per te? E’ qualcosa di fattibile? E’ qualcosa che hai già provato a fare?)
  3. scomponi il tuo piano in parti più piccole: passa dall’avere un piano d’azione complesso a visualizzare passaggi piccoli, semplici, e facili da mettere in pratica

Ma torniamo al parlare dell’approccio “niente buoni propositi”…

Sia da un punto di vista generale che dal punto di vista del “i sani propositi di inizio anno”, riesci a vedere la differenza tra << voglio perdere peso, quindi a Gennaio dieta >> e << di recente ho mangiato tantissimi dolci perchè li cerco ogni volta che sono stressata, quindi voglio usare l’idea di Gennaio come un nuovo inizio per scoprire una modo efficace per gestire lo stress e vorrei anche provare degli snacks diversi MA non perderò tempo a giudicarmi e sono consapevole del fatto che mangiare qualcosa di dolce quando sono molto stressata non è la fine del mondo. Vorrei anche provare a domandarmi più spesso cose tipo “cosa cerco veramente? Di cosa ho veramente bisogno?” >>

La prima frase è dettata dalla ricerca di una soluzione rapida e non include farsi domande sul proposito per il nuovo anno o chiedersi perchè è qualcosa di importante a livello personale o che vantaggi ci sarebbero nel raggiungere quest’obiettivo. Ora leggi un’altra volta la seconda frase. Riesci a vedere come essa non sia soltanto più completa ma, con poche parole, ti suggerisce già di vedere le cose da un punto di vista diverso e ti motiva a farti più domande su quest’idea di perdere peso? Potresti anche scoprire che in realtà perdere peso non è nemmeno una cosa che ti interessa…

  • Non hai bisogno di fare CONFRONTI con altre persone
  • E’ importante rimanere concentrati su ciò che è veramente importante PER TE
  • Non devi per forza unirti ai classici buoni propositi ma ciò che dovresti fare è creare una lista di OBIETTIVI veramente tua con un approccio che non ti faccia sentire costantemente sotto accusa
  • Puoi trovare un motivo d’ISPIRAZIONE positivo che ti aiuti ad attuare un cambiamento (considerando sempre se devi e vuoi effettivamente cambiare qualcosa)
  • Includi nel prossimo futuro ciò che ti rende FELICE e ciò che è strettamente correlato al VOLERSI BENE
  • Un’idea che si potrebbe usare come punto di partenza: una lista “ciò che pensi dovresti fare vs ciò che veramente vuoi”
  • I classici buoni propositi pieni di grandi promesse sono decisamente attraenti ma lavorare su di te è qualcosa pronto a ricompensarti molto ed a lungo termine!

All’inizio di un nuovo anno, non mi sento in colpa per quello che ho fatto o non fatto, mangiato o non mangiato durante l’ultimo anno o mese… invece sono concentrata sulla giusta motivazione e tutte le cose positive che mi possono aiutare a prendermi cura di me stessa giorno dopo giorno. Rifletto sull’anno passato e guardo da un punto di vista diverso il percorso che mi ha portata fino a qui. Ho imparato dai miei errori e sono pronta a dare il giusto valore ad ogni piccolo passo avanti che farò. Sono pronta a…

  • valorizzare me stessa, il mio corpo, la mia salute ed il mio benessere
  • rimanere concentrata sui miei punti di forza e lavorare su ciò che mi ostacola nel raggiungere i miei obiettivi
  • ricordare a me stessa più spesso che IO SONO ABBASTANZA
  • concedere a me stessa di vivere profondamente sia sentimenti positivi che negativi (fanno tutti parte di me)
  • concentrarmi sul mio percorso e chiedermi, ogni volta che inizierò a confrontare me stessa o la mia vita con qualcun’altro, “cosa sto cercando esattamente?”
  • essere più focalizzata su un sentimento di abbondanza piuttosto che qualcosa dettato dalle restrizioni

Ogni anno sarà diverso ma, ora come ora, queste sono le cose che ho deciso di includere in questo “nuovo inizio” perchè sono tematiche su cui devo lavorare. Non mi sto preoccupando chiedendomi cose tipo “riuscirò a fare tutto? O almeno una cosa? E se sarà un fallimento?” perchè punto a fare dei passi avanti e non ad avere la vita perfetta. Non ho esattamente un piano per mettere queste cose in pratica: continuerò semplicemente a fare ciò che ho fatto negli ultimi tempi e migliorare/cambiare le cose passo dopo passo. Ogni giorno:

  • Mi chiedo “per cosa sono grata oggi?” e cerco di scrivere quante più cose mi vengono in mente (nei momenti difficili o stressanti, provo a scrivere anche più cose del solito in questa lista). Mi assicuro sempre che ciò che includo in questa lista non sia un mucchio di cose a caso: deve essere un vero senso di GRATITUDINE
  • Mi concentro su una parola o una frase che mi fa sentire bene, motivata, pronta a scegliere ciò che è meglio per me – identifico questa frase/parola chiedendomi con molta onestà come mi sento
  • Scrivo a proposito della mia vita e della mia attività, mi pongo delle domande e cerco di evitare di avere paura delle risposte che potrei trovare. Una buona fetta di questo lavoro su me stessa e sul mio approccio alle cose, riguarda la mia attività, perchè ho imparato che è molto importante concentrarsi anche su queste cose quando si è il capo di sè stessi, ma è assolutamente possibile farlo parlando anche soltanto della propria vita personale (dipende ovviamente da che risultati vuoi ottenere da tutto ciò).

Quindi… unisciti a me in questo invito a volersi bene! E ricordati: non gira tutto intorno a “anno nuovo, vita nuova” – semplicemente, cerca meglio dentro di te e… sii pronta a risplendere!

Chiara x


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Può arrivare il punto in cui anche la positività diventa troppa?

(read in English)

Tutto il mondo che ruota intorno alle varie sfaccettature del benessere sembra essere immerso in un’ondata di energia positiva – devo dire che questo è decisamente qualcosa che apprezzo, ma riconosco anche che sia importante tracciare dei confini a livello personale, perchè tutta questa positività, ad un certo punto, può inziare ad essere troppa. Bisogna imparare ad affrontare anche gli aspetti negativi delle cose, essere in grado di viverli e, coscientemente, andare avanti – non puoi semplicemente nascondere le cose sotto al tappeto, perchè prima o poi verranno fuori comunque.

Più o meno questo è quello che è accaduto a me di recente, così ho pensato di condividere qualche parola su questa storia perchè potrebbe essere utile per qualcun’altro.

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Io sono il tipo di persona che solitamente pretende tanto da sè stessa – sebbene riesca ad essere abbastanza realistica nei confronti delle altre persone, spesso finisco per avere invece alte aspettative verso di me. Anno dopo anno, ho imparato pian piano a gestire meglio questa cosa, a “lasciar correre” un po’ ogni tanto, a concedermi di fare (o non fare) le cose seguendo i miei tempi, ed a iniziare ad accettare di più le cose per quello che sono – non è facile, ma ne vale la pena.

Lo scorso anno ho subito un’operazione al seno (la seconda nel giro di pochi anni – preoccupante lì per lì, ma nulla di grave) e mi è servito un intero anno per “vivere” veramente quest’esperienza. Tutto è andato alla perfezione, non ho avuto nessuna complicazione dopo l’operazione come era accaduto la prima volta, ed io ero contenta per il fatto di sentirmi così in forma che non ho nemmeno perso giorni di lavoro (complice anche il vantaggio di lavorare da casa!). Sapevo che avrei ricevuto una chiamata per l’operazione, quindi ho avuto tutto il tempo per organizzarmi al meglio: cucinare e congelare cose da mangiare già pronte, assicurarmi che la dispensa fosse piena di tutti gli ingredienti che mi potrebbero essere stati utili, preparare in anticipo materiale per i social media per far andare comunque avanti la mia attività, programmare l’agenda in modo da non avere consulenze nei giorni subito dopo l’operazione, e, soprattutto, fare tantissime raccomandazioni al mio ragazzo sul continuare a mangiare bene, giusto nel caso che qualcosa andasse storto. Inoltre, devo riconoscere che il mio corpo ha davvero collaborato, recuperando in fretta ed al meglio.

“Guardiamo al lato positivo, sono stata così fortunata!” – questo è stato il mio mantra durante lo scorso anno. Non c’è nulla di sbagliato con tutta questa positività, giusto? Pur volendo essere d’accordo su questo punto, la verità è un po’ diversa… in pratica ho deciso di nascondere sotto al tappeto tutte le paure, ansie, preoccupazioni, lacrime, ed ogni altro pensiero negativo. Dovevano tornare a galla ad un certo punto…

Qualche settimana fa, leggendo una serie di cose nemmeno collegate (che parlavano di donne e mentalità/approccio verso sè stessi, ed altre cose invece legate al portare la pratica yoga al di fuori del tappettino – la maggior parte lette sulle pagine Instagram di Nicky Clinch e Kino MacGregor), ho finalmente capito che a volte devi smetterla di voler trovare a tutti costi il lato positivo delle cose e focalizzarti solo su di esso, ma devi semplicemente dare al tuo corpo ed alla tua mente un po’ di tempo per guarire. Questo era il punto mancante nella mia storia.

I miei clienti dicono spesso che apprezzano il mio approccio pieno di positività e quanto esso gli serva come ispirazione, ma è importante anche imparare a delineare qualche confine qui e là. Sì, senza dubbio sono stata fortunata, ho dovuto solo prendere un bello spavento e poi poter tirare un sospiro di sollievo perchè era andato tutto bene, avevo solo un’altra cicatrice – ma dovevo anche rispettare e riconoscere quello che è stato il mio percorso. Nell’ultimo anno, sia a causa di un dolore fastidioso e ricorrente che mi ha accompagnata per gran parte delparecchio tempo, sia per alcuni blocchi “emozionali”, non sono riuscita ad essere costante con la mia pratica yoga come avrei voluto – c’era sempre qualcosa ad un certo punto che mi bloccava, come la paura di ogni piccolo spiraglio che si potesse aprire durante la pratica (era una cosa anche legata a tutte le posizioni che vengono chiamate “heart openers” – se hai un pochino di familiarità con lo yoga, capisci quello che intendo quando parlo di “spiragli”, che non sono qualcosa di fisico ma più a livello di emozioni).. quindi ho iniziato ad evitare alcune posizioni per un po’, ed a volte finivo proprio per evitare tutta la pratica.

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Capisco che per qualcuno questo discorso possa sembrare come una serie di scuse e devo ammettere che per un po’ l’ho pensato anche io – ad un certo punto mi sono convinta di essere semplicemente pigra ed aver iniziato ad inventare scuse di conseguenza… ecco tornato quell’atteggiamento che non mi concede nessun tipo di errore o debolezza! Poi però, ho provato a:

* essere semplicemente più gentile e comprensiva con me stessa
* pensare a quello che avrei detto a qualcuno che si fosse trovato nella mia stessa situazione
* accettare le cose per quello che sono e concedermi un po’ di tempo
* capire che queste non erano scuse, ma una barriera protettiva

Sono stati mesi ricchi di pazienza e comprensione, finchè non ho finalmente capito che era arrivato il momento di cambiare qualcosa. Durante gli ultimi anni ho lavorato tanto su me stessa per cercare di essere più presente e consapevole non solo riguardo l’alimentazione, ma in ogni aspetto della mia vita – il punto è che quando cerchi di evitare o nascondere una parte di quello che provi, non puoi essere del tutto presente e consapevole di quello che succede. Questo non vuole dire escludere a priori un senso di gratitudine o un approccio positivo, ma significa soltanto che hai imparato a rispettare e riconoscere sia gli aspetti positivi che quelli negativi per quello che sono: parte di te.

Capire che dovevo rispettare il mio percorso per quello che è, il mio corpo per essere stato forte, e me stessa per essere stata coraggiosa, mi ha fatto finalmente affrontare tutti gli spiragli che vanno via via aprendosi durante la pratica yoga e mi ha fatto accettare che “sì, sono stata fortunata e le cose sarebbero potute andare peggio, ma questo è il mio percorso, e se ha degli aspetti negativi va bene parlarne (e viverli) ad alta voce”.

Chiara x